Dice che originariamente fossero fatti con la pasta di pane "arricchita", io ho avuto questa ricetta facile, veloce e a mio parere valida. Il bello è che è facilissimo variare le dosi (e se si è in vena di tirchierie, data la crisi, mettere qualche mandorla in meno) perchè servono:
300 gr di zucchero
300 gr di farina "0"
3 uova
300 gr di mandorle sgusciate ma non pelate (quindi CON la loro pellicina marrone)
una punta di cucchiaino di lievito per dolci
volendo e se piace, qualche chicco di anice (usava, ma non piace a tutti e quindi è difficile comprare cantucci che ce l'abbiano)
Allora:
mescolare uova e zucchero finchè non si sono amalgamati bene; basta poco, non importa arrivare a sciogliere lo zucchero o fare un composto spumoso.
Aggiungere la farina senza far grumi e il lievito, una volta incorporata mettere le mandorle: si otterrà un impasto piuttosto appiccicoso, direi antipatico.
Con questo vanno fatte delle strisce strette e spesse sulla teglia del forno (o antiaderente o cartaforno, è meglio); a inizio cottura si allargano molto e quindi in una teglia normale non ne vanno messe più di due o tre altrimenti si appiccicano tutte; in due o tre infornate si dovrebbe esaurire l'impasto, comunque.
Forno a 180 per mezz'ora, poi tagliarli subito, da caldi, e lasciarli asciugare. Se restassero troppo teneri o morbidi, rimetterli in forno a 200 per una decina di minuti.
Messi in una scatola o una biscottiera vanno avanti per parecchi giorni, io infatti sto pensando di confezionarli in sacchettini e farci i regali di Natale, eventualmente infiocchettati insieme a una bottiglia di vinsanto per inzupparceli!
lunedì 7 dicembre 2009
mercoledì 4 marzo 2009
Torta economica
Un dolce piuttosto facile e molto buono, che, oltre che a soddisfare la gola, serve a riciclare la frutta che inizia ad essere un po' "avanti", che ha qualche pezzo da scartare o che non piace perchè troppo matura. Certo se poi la volete fare con le primizie e la frutta esotica più cara, nessuno lo vieta!
Si può utilizzare un po' di tutto, a parte gli agrumi perchè hanno troppo liquido (e le fragole, perchè ormai non sanno più di nulla, ma questo è un mio parere).
Allora:
200 gr di farina 00
200 gr di zucchero
2 uova
1/2 bicchiere di latte o un vasetto di yogurt bianco
1 bustina di lievito
Frutta mista (da 500 gr a 1 kg)
Lavoro la farina con l'uovo e lo zucchero, poi metto il latte (o lo yogurt) e infine il lievito. Sbuccio e fo a pezzetti la frutta, poi la aggiungo all'impasto con un distinguo: se non è molta (5-700gr) prima metto l'impasto nella teglia e distribuisco la frutta sopra, affonderà piano piano), se è di più la mescolo all'impasto prima.
Per queste dosi uso una tortiera da 28 cm e inforno per 1 ora circa a 180°. In superficie deve prendere un bel colore nocciola.
Ah, non verrà molto alta.
Si può utilizzare un po' di tutto, a parte gli agrumi perchè hanno troppo liquido (e le fragole, perchè ormai non sanno più di nulla, ma questo è un mio parere).
Allora:
200 gr di farina 00
200 gr di zucchero
2 uova
1/2 bicchiere di latte o un vasetto di yogurt bianco
1 bustina di lievito
Frutta mista (da 500 gr a 1 kg)
Lavoro la farina con l'uovo e lo zucchero, poi metto il latte (o lo yogurt) e infine il lievito. Sbuccio e fo a pezzetti la frutta, poi la aggiungo all'impasto con un distinguo: se non è molta (5-700gr) prima metto l'impasto nella teglia e distribuisco la frutta sopra, affonderà piano piano), se è di più la mescolo all'impasto prima.
Per queste dosi uso una tortiera da 28 cm e inforno per 1 ora circa a 180°. In superficie deve prendere un bel colore nocciola.
Ah, non verrà molto alta.
sabato 14 febbraio 2009
La pasta coi broccoli - Scuole di pensiero
C'è chi sostiene che pasta e broccoli vadano cotti insieme, come c'è chi si ostina a separare i due processi; io appartengo alla seconda corrente.
Come faccio: bolle l'acqua, la salo e metto i broccoli;
li faccio cuocere fin quando sono un po' teneri, 10 min. scarsi
li scolo con il mestolo forato e li metto in una padella con aglio, olio, peperoncino che ho già fatto leggermente soffriggere e in cui ho fatto sciogliere un'acciuga sotto sale (lavata e sfilettata!).
Mescolo e aggiungo un mix di un pugno di mollica di pane raffermo fatto rinvenire in un mezzo bicchiere di latte.
Mentre i broccoli stanno lì e finiscono di cuocere, butto la pasta nella loro acqua di cottura; cotta la pasta, la salto in padella insieme ai broccoli. Parmigiano.
Se piace, qualche anellino di porro a crudo.
Se si levano il peperoncino e l'acciuga, qualche fungo secco (precedentemente fatto rinvenire e spezzettato) non ci sta male.
Come faccio: bolle l'acqua, la salo e metto i broccoli;
li faccio cuocere fin quando sono un po' teneri, 10 min. scarsi
li scolo con il mestolo forato e li metto in una padella con aglio, olio, peperoncino che ho già fatto leggermente soffriggere e in cui ho fatto sciogliere un'acciuga sotto sale (lavata e sfilettata!).
Mescolo e aggiungo un mix di un pugno di mollica di pane raffermo fatto rinvenire in un mezzo bicchiere di latte.
Mentre i broccoli stanno lì e finiscono di cuocere, butto la pasta nella loro acqua di cottura; cotta la pasta, la salto in padella insieme ai broccoli. Parmigiano.
Se piace, qualche anellino di porro a crudo.
Se si levano il peperoncino e l'acciuga, qualche fungo secco (precedentemente fatto rinvenire e spezzettato) non ci sta male.
sabato 20 dicembre 2008
Crostini toscani
Ogni pranzo "delle Feste" che si rispetti, in Toscana non può prescindere dai crostini neri.
Ce ne sono tante versioni quante sono le persone che li fanno: questa qui usa i fegatini di coniglio, ma se non li trovate anche quelli di pollo faranno la loro figura. Le dosi sono tutte indicative, perchè bisogna andare anche "a gusto"... Io, per dire, non metto più di un cucchiaio di capperi e mezza cipolla per 500 gr. di fegatini, ma c'è chi ne usa di più.
Si fa un soffritto di cipolla bianca e vi si uniscono prima i cuori di pollo, poco dopo i fegatini. quando sono quasi cotti e iniziano a profumare vanno tolti e passati al tritacarne (ideale sarebbe quello a manovella, con quello elettrico attenzione a non spappolarli troppo).
Mettere in un tegame un trito di capperi e un'acciuga sotto sale sfilettata e far rosolare; quando l'acciuga si sarà disfatta, aggiungere il trito di fegatini e continuare a rosolare fino a completa cottura. Aggiustare di sale e aggiungere un pezzetto di burro prima di spegnere il fuoco.
Il pane da usare: toscano o baguette, si tosta leggermente prima. Alcuni lo spruzzano leggermente con brodo di carne o con vinsanto (questa variante può non piacere a tutti però).
Ce ne sono tante versioni quante sono le persone che li fanno: questa qui usa i fegatini di coniglio, ma se non li trovate anche quelli di pollo faranno la loro figura. Le dosi sono tutte indicative, perchè bisogna andare anche "a gusto"... Io, per dire, non metto più di un cucchiaio di capperi e mezza cipolla per 500 gr. di fegatini, ma c'è chi ne usa di più.
Si fa un soffritto di cipolla bianca e vi si uniscono prima i cuori di pollo, poco dopo i fegatini. quando sono quasi cotti e iniziano a profumare vanno tolti e passati al tritacarne (ideale sarebbe quello a manovella, con quello elettrico attenzione a non spappolarli troppo).
Mettere in un tegame un trito di capperi e un'acciuga sotto sale sfilettata e far rosolare; quando l'acciuga si sarà disfatta, aggiungere il trito di fegatini e continuare a rosolare fino a completa cottura. Aggiustare di sale e aggiungere un pezzetto di burro prima di spegnere il fuoco.
Il pane da usare: toscano o baguette, si tosta leggermente prima. Alcuni lo spruzzano leggermente con brodo di carne o con vinsanto (questa variante può non piacere a tutti però).
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mercoledì 19 novembre 2008
I' Borbottino
Quando mia nonna Ida era ne su' cenci (cioè stava bene, in salute) e ancora cucinava, spesso faceva il "borbottino", pietanza semplice semplice ma che a me piaceva tantissimo. E' un umido di frattaglie di pollo e coniglio, che rimanevano dopo che i legittimi proprietari erano stati già mangiati in altro modo. Se la nonna non aveva abbastanza fegatini per fare il sugo oppure non aveva voglia di mettercisi, ecco che anch'essi finivano nel borbottino insieme al cuore e al paracòre (i polmoni) di questi deliziosi (proprio) animali da cortile.
Prendeva le frattaglie, le infarinava e le metteva a rosolare con un po' d'olio e uno spicchio d'aglio in un tegame. Una volta rosolate, aggiungeva abbondante pomodoro (che "borbottava" cuocendo) e salvia e finiva di cuocere, regolando di sale e pepe.
Va servito con parecchio pane, perchè ce ne va via.
Prendeva le frattaglie, le infarinava e le metteva a rosolare con un po' d'olio e uno spicchio d'aglio in un tegame. Una volta rosolate, aggiungeva abbondante pomodoro (che "borbottava" cuocendo) e salvia e finiva di cuocere, regolando di sale e pepe.
Va servito con parecchio pane, perchè ce ne va via.
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giovedì 18 settembre 2008
La torta Carletto (allergici di tutto il globo unitevi)
L'ho chiamata così perché l'ho fatta grazie a un paio di ricette gentilmente fornite da due cari amici: mettendo insieme i loro cognomi è venuto fuori "Carletto", evvualà!
Trattasi di facile a farsi e buonissimo cheesecake in cui la ricotta della ricetta originale (fornita da uno degli individui di cui sopra) è stata sostituita con una uguale quantità di "formaggio di yogurt" (la ricetta del quale è stata fornita dall'altro individuo).
Questa piccola variazione permette di poterla mangiare anche a chi non digerisce latte e latticini (ad esempio il mio caro maritozzo che mal sopporta il lattosio e quindi sta ben lontano da formaggi freschi, ricotta, latte e derivati vaccini).
All'atto pratico munirsi di:
1/2 kg di yogurt bianco intero
Prendere lo yogurt e metterlo in un colino capiente, che porrete a sgocciolare su un recipiente. coprite con un canovaccio e mettete tutto in frigo per 2 giorni.
Passato questo tempo, il formaggio di yogurt sarà pronto e potrete usarlo per la torta (o per quel che vi pare).
Per la torta:
Una 30ina di biscotti ai cereali
100 gr di burro
250 gr di mascarpone
3 uova
150 gr di zucchero
Succo di limone
4 cucchiai di marmellata a piacere
Frullare i biscotti e impastarli col burro fuso: con questa specie di impasto foderare la base della tortiera.
Montare i tuorli con lo zucchero, poi aggiungere il mascarpone e il formaggio di yogurt precedentemente preparato.
Montare a neve ferma le chiare e incorporarle alla crema di uova, mascarpone e ricotta cercando di non smontarle troppo: una volta ottenuto un composto omogeneo versarlo sulla base di biscotti e burro e infornare a 180° per 35/40 minuti.
Sciogliere a fuoco dolce la marmellata (si accosta bene quella ai frutti di bosco o alle fragole, ma è questione di gusti) con succo di limone quanto basta per ottenere uno sciroppo denso con cui coprire a velo la torta una volta fredda.
Come ho già detto, nella ricetta originale al posto dello yogurt c'erano 250 grammi di ricotta; naturalmente il sapore della torta è un po' diverso, più delicato in questa versione, più deciso con lo yogurt.
A me personalmente piacciono tutte e due... (e ti pareva!)
Trattasi di facile a farsi e buonissimo cheesecake in cui la ricotta della ricetta originale (fornita da uno degli individui di cui sopra) è stata sostituita con una uguale quantità di "formaggio di yogurt" (la ricetta del quale è stata fornita dall'altro individuo).
Questa piccola variazione permette di poterla mangiare anche a chi non digerisce latte e latticini (ad esempio il mio caro maritozzo che mal sopporta il lattosio e quindi sta ben lontano da formaggi freschi, ricotta, latte e derivati vaccini).
All'atto pratico munirsi di:
1/2 kg di yogurt bianco intero
Prendere lo yogurt e metterlo in un colino capiente, che porrete a sgocciolare su un recipiente. coprite con un canovaccio e mettete tutto in frigo per 2 giorni.
Passato questo tempo, il formaggio di yogurt sarà pronto e potrete usarlo per la torta (o per quel che vi pare).
Per la torta:
Una 30ina di biscotti ai cereali
100 gr di burro
250 gr di mascarpone
3 uova
150 gr di zucchero
Succo di limone
4 cucchiai di marmellata a piacere
Frullare i biscotti e impastarli col burro fuso: con questa specie di impasto foderare la base della tortiera.
Montare i tuorli con lo zucchero, poi aggiungere il mascarpone e il formaggio di yogurt precedentemente preparato.
Montare a neve ferma le chiare e incorporarle alla crema di uova, mascarpone e ricotta cercando di non smontarle troppo: una volta ottenuto un composto omogeneo versarlo sulla base di biscotti e burro e infornare a 180° per 35/40 minuti.
Sciogliere a fuoco dolce la marmellata (si accosta bene quella ai frutti di bosco o alle fragole, ma è questione di gusti) con succo di limone quanto basta per ottenere uno sciroppo denso con cui coprire a velo la torta una volta fredda.
Come ho già detto, nella ricetta originale al posto dello yogurt c'erano 250 grammi di ricotta; naturalmente il sapore della torta è un po' diverso, più delicato in questa versione, più deciso con lo yogurt.
A me personalmente piacciono tutte e due... (e ti pareva!)
lunedì 11 febbraio 2008
La Fantoccia della Befana

Va bene, lo so, l'Epifania è passata da un pezzo e quindi perché scrivere ora questo post? Perché prima di dividere una delle "mie" ricette con altri ci devo pensare e ripensare: sono molto molto gelosa dei miei segreti di Pulcinella.
Quindi ora la scrivo, mal che vada verrà buona per l'anno prossimo... se qualcuno la cerca (e la trova, proprio questa)...
Dunque, da dove vengo io (Valdarno Superiore), si usa far trovare ai bambini, la mattina dell'Epifania, la Fantoccia. E' un dolce molto semplice, che una volta veniva fatto con della pasta di pane alla quale veniva aggiunto quel che c'era disponibile per renderla dolce e decorarla: un po' di zucchero, frutta secca. Verso la Befana si trova più o meno in tutti i panifici, ma c'è meno soddisfazione.
La versione "moderna" è fatta con una specie di pastafrolla decorata con codetta, zuccherini e qualche confetto; la dose che uso serve per farne due.
700g di farina
250g di burro
250g di zucchero
1 presa di sale
1/2 bustina di lievito per dolci
1 arancia
2 uova (uno per l'impasto e uno per spennellare, ma di questo si può anche fare a meno)
A piacere codetta, decorazioni varie di zucchero, qualche confetto, qualche chicco di uvetta.
Come si fa: si mette la farina sulla spianatoia o in una insalatiera piuttosto grande (come faccio io) e vi si aggiungono gli altri ingredienti: il burro fatto ammorbidire a temperatura ambiente, lo zucchero, l'uovo, il succo dell'arancia e la scorza grattugiata, la presa di sale, il lievito. Si impasta tutto fino ad ottenere una specie di pasta più o meno omogenea. Formate una palla con la pasta e avvolgetela con la pellicola lasciandola riposare un'oretta in frigo. Passata l'oretta, inizio a formare la fantoccia. L'uso vuole che alle bambine ne venga regalata una a forma di donna, per i maschi, invece, viene modellato un cavallo.
Divido in due la pasta e inizio a stenderla. Per modo di dire, visto che la lascio spessa circa 2 cm.
Lo faccio direttamente nella teglia bassa unta e infarinata o sulla carta da forno (fare la fantoccia e poi doverla trasferire nella placca è operazione delicata e, almeno per me, non facile). Dopo che l'ho stesa, la taglio nella forma desiderata (volendo spennello con un po' d'uovo) e la decoro a piacimento con la codetta e il resto. La metto nel forno (già caldo) a 180°C e la cuocio per 15-20 minuti (o comunque la tolgo appena vedo che inizia a prender colore.
I bambini la inzupperanno volentieri nel latte, i grandi immagino la inzupperanno più volentieri in un dito (messo orizzontale o verticale... vedete un po'...) di vinsanto decente ;-).
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